Agenzie di viaggio, ripresa solo nel 2021

Il settore in crisi

Hanno subito più di qualsiasi altra realtà economica gli effetti nefasti del grande lockdown e della chiusura delle frontiere, arrivando a perdere fino al 90% di fatturato rispetto allo stesso periodo del 2019.

 

A lungo dimenticati dalla politica ed esclusi dagli interventi di sostegno che hanno interessato molte altre categorie professionali, i titolari delle agenzie di viaggio e i tour operator potranno finalmente beneficiare di un aiuto economico da parte dello Stato.

 

Attraverso uno specifico decreto ministeriale approvato ad agosto e reso operativo il 15 settembre dal Mibac, il Governo ha previsto l'erogazione di un contributo a fondo perduto con l'obiettivo di sostenere le attività direttamente legate al turismo e fortemente penalizzate da oltre sei mesi di totale paralisi.

 

SI TRATTA DI UNA MISURA che su tutto il territorio nazionale interessa una platea potenziale di circa lOmila imprese, 300 delle quali operano in provincia di Brescia e contano quasi un migliaio di lavo ratori diretti.

Il fondo messo a disposizione è pari a 262 milioni di euro e si va ad aggiungere ai 25 milioni già previsti ed erogati tramite il Decreto Rilancio.

Per presentare le domande c'è tempo fino al 9 ottobre: la richieste ricevute saranno sottoposte a una procedura di screening volta a testare la regolarità contributiva della società, il rispetto degli adempimenti amministrativi e l'assenza di contenziosi aperti con il fisco e l'Inps.

La somma verrà liquidata entro i trenta giorni successivi. Sono previste varie fasce di rimborso a seconda del volume d'affari registrato nel 2019: il 20% del fatturato per soggetti con ricavi fino a 400mila euro, il 15% tra i 400milae il milione (la maggioranza del totale), il 10% tra il milione e i 50 milioni e il 5% al di sopra dei 50 milioni (sono soltanto una cinquantina le realtà che in tuttala Penisola raggiungono cifre a sei zeri).

 

Confesercenti della Lombardia Orientale - che nel Bresciano rappresenta circa 70 agenzie — ha recentemente promosso tramite l'associazione di settore Abivt Assoviaggi un seminario online per illustrare ai professionisti le modalità con cui ottenerci contributi. «Bisogna subito sgomberare il campo da una serie di equivoci. Quando si parla di turismo non si può pensare solo all'agenzia che manda le coppie di sposini italiani in vacanza alle Maldive — ha sottolineato Gianni Rebecchi, presidente nazionale di Assoviaggi —.

 

Bisogna considerare la complessità e l'importanza strategica di un settore da lOOmila addetti e con un fatturato di 25 miliardi di euro, capace di far arrivare sul territorio nazionale milioni di turisti stranieri e di spostare altrettanti connazionali in giro per il mondo. Ciò ha un impatto enorme sull'intera filiera: trasporti, alberghi, musei e ristoranti. Non si tratta perciò di assecondare lo svago di pochi, bensì di promuovere il benessere di molti lavoratori».

 

LA SITUAZIONE messa in luce da Rebecchi è piuttosto fosca e le previsioni sul futuro non paiono molto più rosee: «II turismo subirà più di altri l'onda lunga della crisi, basti pensare al blocco dei voli verso destinazioni extraeuropee prorogato fino al 15 ottobre o alle incognite della stagione invernale: un accenno di ripresa è previsto soltanto verso la fine del 2021», ha aggiunto, giudicando il contributo indispensabile ma non sufficiente —

 

«Per tamponare le singole perdite servirebbero almeno il triplo delle risorse erogate» — e criticando l'inefficacia dell'operazione Bonus Vacanze. a a Solo chi può permetterselo proverà a stringere i denti fino alla prossima estate.

 

 

Anche Giambattista Merigo, titolare di una delle più longeve agenzie di viaggi cittadine, ha presentato un bilancio stagionale moto amaro: «Non si tratta del piagnisteo di un singolo commerciante ma di un triste dato di fatto che è sotto gli occhi di tutti: almeno il 20/30% delle attività presenti sul nostro territorio rischiano di chiudere a breve. Fino ad ottobre ci sarà il paracadute della cassa integrazione, dopodiché il contributo potrebbe servire soltanto per sopravvivere qualche mese in più.

 

Del resto il business legato al turismo interno non è certamente sufficiente a coprire i costi di gestione, le spese fisse e quelle relative al personale. Chi può ancora permette rselo proverà perciò astringere i denti e a sperare nell'estate prossima».

 

Stralcio da BresciaOggi