Assoturismo Veneto: passioni ed esperienze così le agenzie di viaggio ripartono dopo la crisi

Erano 12 mila società, oggi in Italia ne sono rimaste 8.500 Si investe molto nella tecnologia, la scommessa del

 II mondo delle agenzie di viaggi è in continua evoluzione. Da una parte una clientela sempre più alla ricerca di viaggi personalizzati, dall'altra l'uso del web per prenotare in autonomia.

Prima della crisi in Italia le agenzie erano più di 12.000, oggi ne sono rimaste 8.500. Ma il mercato, secondo alcune proiezioni, porterà nei prossimi anni ad una nuova contrazione.

 

UN NETWORK PULVISCOLARE

Esistono cinque network a livello nazionale, alcuni regionali e una miriade di agenzie indipendenti e piccole, specie a Nordest. Il modello tradizionale di agenzia di viaggi è oramai estinto: il banconista al pc dalle 9 alle 18, lunedì-venerdì non esiste più. Le agenzie hanno imparato a fornire servizi, consulenza personalizzata, turismo esperienziale e a sfruttare le potenzialità del web. «Abbiamo vissuto una situazione drammatica, chi faceva intermediazione pura o biglietteria, ha dovuto chiudere», spiega Francesco Mattiazzo, presidente di Assoturismo  Confesercenti Veneto. 

 

In Veneto sono attive circa 800 agenzie, che però hanno registrato un calo di fatturato e di addetti negli ultimi anni. Un settore tutto da sfruttare è quello che porta i turisti a vivere esperienze. «Il turismo che funziona è quello che segue le passioni - prosegue Mattiazzo - sono nuove nicchie che possono dare risposte in fatto di redditività, in cambio occorre offrire qualità. Dobbiamo poi lavorare per allargare i flussi turistici anche ad altri mesi dell'anno». Le agenzie che fanno outgoing (viaggi in partenza) hanno marginalità bassa, meglio le agenzie che fanno incoming (turisti che arrivano dall'estero). Su questo fronte la calamità Venezia attira clienti da tutto il mondo, la sfida è quella di far conoscere tutto il Veneto e Nordest.

 

stralcio da Corriere delle Alpi