Assoviaggi: in Lombardia in bilico 50% imprese e 43% addetti

Rebecchi: dialogo con Garavaglia. Ristori annuali e proroga ammortizzatori

Una filiera inattiva da più' di dodici mesi, che rischia, quantomeno in Lombardia, di veder chiudere più' della metà' delle attività (52,3% su 1.891 imprese, di cui 264 che lavorano solo con turismo in entrata) e di perdere circa il 43% degli 8.700 occupati sul territorio.

 

Scenario a dir poco drammatico quello delle agenzie di viaggio e dei tour operator, sia su scala regionale che su scala nazionale.  

 

 Lo racconta alla 'Dire' Gianni Rebecchi, presidente nazionale di Assoviaggi e referente lombardo di Confesercenti, che illustra lo stato dell'arte di "uno dei cinque settori in assoluto più colpiti dalla pandemia, ossia quelli che hanno registrato la maggiore contrazione dei ricavi".

 

Ecco dunque le richieste da Assoviaggi, che riferisce di essere "in interlocuzione con il ministro Garavaglia da lunedì scorso", a partire da ristori che devono essere su base 'annuale': che coprano cioè la differenza di ricavi tra il 2019 e il 2020, accompagnati da interventi urgenti su questo 2021 e soprattutto da una proroga degli ammortizzatori sociali fino a fine anno. 

 

Come afferma Rebecchi infatti, stiamo parlando di un comparto che muove, in condizioni 'ideali', più di 2,8 miliardi di euro (dato Lombardia), inserito in una regione leader nel settore, e in un paese che "è il secondo paese al mondo se si considera l'impatto del turismo sul prodotto interno lordo". Turismo che è di due tipi in Italia, in uscita ma soprattutto in entrata:

 

"Se ci sono limitazioni alla mobilità delle persone l'impatto è devastante"- afferma- impatto che in Italia "diventa doppio, generando la disfatta che vediamo nelle grandi città, dove tutta la filiera del turismo non sta lavorando".  

 

Stralcio da Dire