Assoviaggi: lavoriamo e ci battiamo per tutti, anche per chi ci ignora

Intervista a Gianni Rebecchi

Prossima sfida il recepimento della direttiva nelle leggi regionali

“Ci battiamo per tutti, non solo per gli iscritti. Anche chi ci ignora, chi non partecipa al nostro lavoro ne trae vantaggio. Se non fossero intervenute le associazioni nel recepimento della direttiva europea sui pacchetti i danni per le imprese italiane sarebbero stati devastanti»: risponde così Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti, a certe accuse che le associazioni di settore incassano in questi anni dalla loro base distratta, distante e forse anche scorata.

 

"Insieme restituiamo dignità a tutto il settore"

 

“È vero, dovremmo comunicare di più e meglio quel che facciamo, ma per esempio – dice Rebecchi – senza il lavoro delle associazioni nel recepimento della direttiva europea il legislatore italiano avrebbe lasciato le scuole libere di organizzare viaggi in totale autonomia, non si parlava di protezione dei minori né di organizzatori professionali o coperture assicurative. Abbiamo riportato a casa un business che per molti è importante. Insieme abbiamo forza di rappresentanza e diamo dignità di tutto il settore, non solo tutele”.


Due anni fa infatti a innescare la coesione tra le sigle di settore fu proprio l’urgenza della Direttiva Europea sui pacchetti, da recepire nell’ordinamento nazionale “in una forma – sottolinea Rebecchi – che fosse il più possibile coerente con la realtà italiana”. E allora al tavolo di fronte al Mibact sedettero tutti insieme, FTO e Astoi insieme a Fiavet, Assoviaggi e Aidit.

 

“Sbaglia chi non partecipa”

 

“Nel recepimento tra l’altro abbiamo ottenuto il controllo dell’Antitrust sulle attività irregolari, abbiamo posto confini chiari tra chi opera nella legalità e chi no. E poi abbiamo strutturato il contratto di vendita del pacchetto controfirmato dalle associazioni dei consumatori. Le imprese da sole non possono rappresentarsi di fronte alle istituzioni e al legislatore, possono e devono farlo le associazioni che peraltro possono agire solo grazie alle quote associative versate dalle imprese. Sbaglia chi non partecipa”.
Rebecchi respinge le accuse di conflittualità e frammentazione tra e entro le rappresentanza politiche, espresse dalle agenzie anche nell’incontro ‘ecumenico e provocatorio’ convocato a Roma l’autunno scorso da #AdVUnite: “In realtà non c’è tutta questa disunione – commenta Rebecchi – con Fiavet abbiamo tracciato linee di accordo su temi trasversali. Anche con FTO stiamo collaborando in sintonia e assiduamente, conivolgendo anche Astoi sui temi comuni di fronte al ministero”.

 

Leggi regionali, il nuovo rischio da affrontare subito

 

Il prossimo impegno sono le nuove leggi regionali, “da approvare entro 18 mesi dal varo di quella nazionale che incorpora la direttiva europea – dice Rebecchi – quindi entro il 2020. Il titolo V della Costituzione lascia alle Regioni estrema libertà, in una forma di federalismo che rischia di stravolgere il settore. Per quella della Lombardia approvata l’anno passato al tavolo c’eravamo tutti, anche FTO e Astoi. Abbiamo ottenuto limiti all’attività turistica delle associazioni senza scopo di lucro e valorizzato il ruolo delle agenzie pensando anche all’incoming, abbiamo accompagnato ogni passaggio, con l’assessorato e le commissioni specifiche. A Centinaio avevamo chiesto più uniformità sul territorio nazionale…dobbiamo evitare che le Regioni stravolgano i principi del codice nazionale, perché viviamo in Europa e il turismo è un fenomeno globale.

 

“Non c’è tempo da perdere”

 

Dunque resta un lavoro enorme da fare: “Finora oltre la Lombardia hanno recepito le nuove norme solo Puglia e Toscana, con modelli efficaci. Non c’è tempo da perdere per avere leggi chiare ed evitare aree grigie in cui si annida l’abusivismo. Servono regole chiare sui controlli e chi deve farli, molte Regioni hanno leggi inadeguate che non rispetano il Codice nazionale, mentre gli uffici legali delle associazioni possono dare un contributo determinante. Interverremo ovunque ci siano assessorati competenti e disponibili, per dare il nostro contributo. In Italia è fondamentale fare impresa con le stesse regole da Nord a Sud, piuttosto che in un sistema feudale con burocrazia invasiva, a confronto con il mercato globale.

 

Aggiornare subito Infotrav

 

Mancano tuttavia strumenti informativi efficienti alla base dei controlli: “Abbiamo chiesto al ministero un aggiornamento immediato di Infotrav, il database delle agenzie in regola con tutte le garanzie al consumatore – polizza RC, fondo di daranzia, direttore tecnico. Solo in Lombardia a noi risultano 2.746 agenzie più le filiali e quasi 8.400 occupati. Stiamo estendendo l’analisi al livello nazionale e sull’incoming, per chiarire alle istituzioni il valore del nostro comparto, e i motivi per i quali deve essere tutelato, con regole chiare e meno burocrazia”.
Si tratta insomma di mettere basi solide per il futuro, per un settore in evoluzione permanente: “Tutto sta mutando di nuovo – dice Rebecchi – non è solo una sensazione. Resterà sul mercato, e nella distribuzione, chi ne comprenderà le nuove dinamiche. Non si può più “fare agenzia” come ieri. Il digitale non è solo eCommerce, è fondamentali anche per tutti gli attori tradizionali dell’offerta. Migliora i processi e riduce i costi, supporta una relazione di lungo periodo con i propri clienti. Ugualmente fondamentale la formazione, alla ricerca di nuovi modelli di business. È anzitutto questo il senso del nostro corso di alta formazione per le agenzie con Carla Diamanti”.

 

Da www.ilgiornaledelturismo.com