Assoviaggi Puglia: il 43% degli occupati nel turismo organizzato è a rischio

Grido d’allarme da parte di Confesercenti Assoviaggi Puglia: “Il 43 per cento degli occupati del settore turismo organizzato è a rischio, ma i numeri sono in aumento”. Tutta colpa del covid, come spiega il presidente provinciale e delegato regionale Maurizio Federighi. Secondo i dati di un’indagine effettuata da Assoviaggi e Confesercenti, i numeri della Puglia non sono lontani da quelli nazionali.

 

Le agenzie di viaggio, in un anno di pandemia, hanno perso dal 76 al 90 per cento. In alcune zone della Puglia la situazione è drammatica: il trend nel Foggiano e nel Brindisino “non tende a migliorare”. E a Bari? “Nonostante il sindaco Decaro abbia dichiarato che si riesce a gestire un po’ meglio la situazione, si tratta di un’acrobazia statistica che lascia il tempo che trova, la verità è che abbiamo il 40-50 per cento di occupati del settore a rischio”.

 

Il turismo fermo da un anno si ripercuote naturalmente su tutta la filiera: dalla ristorazione agli stabilimenti balneari, dalle guide turistiche agli autisti di pullman Ncc. Sono in totale almeno dieci i settori compromessi in cui l’occupazione è persa o fortemente a rischio. Nella ristorazione, dove lavorano due milioni di persone, nel 2021 si prevede una perdita di 667 mila unità. Nella ricettività alberghiera, dove nel 2019 c’erano 416 mila occupati, il calo causa covid è di 150 mila unità. Il mondo del turismo organizzato (agenzie di viaggi e tour operator) nel 2019 contava su 86.300 occupati, la previsione di calo è di 37 mila. In totale, 900 mila posti di lavoro persi in Italia in questo macro settore. Agenzie di viaggio e tour operator, con il 52,3 per cento di quote a rischio, saranno i comparti che più perderanno occupati secondo la stima di Confesercenti e Assoviaggi.

 

“Il dato è allarmante ed è necessario intervenire subito per dare un segnale di ripresa anche psicologica agli operatori fermi in pratica da un anno – ha sottolineato Federighi – l’intera filiera è a rischio, aprire a singhiozzo costa troppo, in molti fanno fatica a sopravvivere. In Puglia c’è stato il pienone a luglio e agosto, ma si è trattato soprattutto di cittadini pugliesi, villaggi turistici e B&B hanno assorbito meglio il colpo, ma non basta. Il rischio è che il 2021 sia un duplicazione della situazione già vissuta”.

 

Il cambio di governo è un nuovo spauracchio. I passaggi burocratici per il passaggio di competenze al nuovo Ministero potrebbero causare ulteriori danni ai cittadini: “Abbiamo chiesto immediatamente di attivare i passaggi burocratici, il passaggio di consegne non è indolore. Non possiamo aspettare. Ci sono circa 300 milioni avanzati dal precedente Governo riservati al turismo e vorremmo che fossero messi al più presto a disposizione per aiutare i lavoratori in difficoltà. Per quanto riguarda la Puglia va sicuramente spezzata una lancia a favore della Regione che è stata l’unica a dare un grande contributo a fondo perduto per il settore turismo. Assoviaggi e Confesercenti, oltre a chiedere che non vengano perse le risorse residue, che va specificato, sarebbero almeno di 239milioni (presenti nel fondo), chiedono interventi immediati per far arrivare i pagamenti dei contributi già assegnati e nuove risorse alle imprese del settore che, nonostante sia fermo e di fatto, privo di sostentamento, deve ancora far fronte alle spese”.

 

“Sono dell’idea che piangersi addosso non serva, ora abbiamo bisogno di fiducia per ripartire, soprattutto c’è bisogno di non perdere la speranza – ha commentato ancora Federighi – la Puglia ha ottime risorse per rilanciare il settore, magari puntando su iniziative green. Abbiamo molte cose belle da valorizzare. Nonostante ci sia questo momento di stasi e il settore sia fermo ci sono moltissime persone che vengono a chiederci informazioni per nuove mete, siamo tempestati di notizie negative, ma la voglia di ripartire c’è. Ho fiducia nel futuro prossimo e mi auguro che con il vaccino si possa tornare a vivere fuori dalle mura di casa, rilanciando un settore che, senza un sostegno e una ripartenza, rischia di mettere sul lastrico molti cittadini”.

 

Stralcio da Corrieredelleconomia.it