Fondi di garanzia cinque mesi dopo

A poco più di cinque mesi dalla svolta voluta per legge dal governo italiano, i fondi di garanzia privati per i casi di insolvenza o fallimento nel turismo organizzato somigliano sempre più a quella selva oscura di dantesca memoria, dove è difficile orientarsi.

 

All’elevato numero di soluzioni lanciate sul mercato, almeno nove secondo il nostro censimento, si aggiungono due grosse incognite ancora tutte da definire. Innanzitutto la centrale rischi h24, spesso menzionata in modo fumoso, che si traduce nella concreta eventualità di trovarsi di fronte a tanti Sos e assistenze che potrebbero disorientare la clientela.

 

C’è poi l’assenza di un quadro regolatorio omogeneo con relativo referente super partes. Senza i quali non si va lontano.

Sul fronte del prodotto, ovvero le soluzioni offerte, negli ultimi due mesi abbiamo assistito a numerose correzioni di tiro, aggiustamenti e perfezionamenti delle forme giuridiche alla base dei vari fondi. Vediamo quali.


Partiamo dall’Aiav con il suo Salvagente, società cooperativa a responsabilità limitata: qui la garanzia è rappresentata da una fideiussione data alla società da parte di due soggetti privati con immobili personali per un totale di 3.500.000 euro. I soci versano una quota di capitale non restituibile e una quota annuale che dovrebbe nel tempo andare a sostituire la fideiussione e creare un fondo privato.

 

Passiamo ad Assoviaggi che gestirà il Fondo attraverso una società, Garanzia Viaggi Srl, di cui il socio unico è la New Service Srl (di proprietà di Confesercenti), la quale incamera i contributi delle adv che pagano una quota fissa più spese di istruttoria pratica. Il fondo risponde in prima battuta con l’incasso delle quote. In caso di incapienza interviene una fideiussione emessa dalla Confidi di Confersercenti e una polizza assicurativa stipulata con Unipol Sai.



Sempre per le agenzie di viaggi, c’è la formula adottata dalla storica Fiavet: è stato costituito un consorzio ad attività esclusivamente interna e, tramite il broker Assiteca, ha stipulato una polizza collettiva per un importo di 3 milioni di euro. La polizza ha validità dal 1° luglio 2016 al prossimo 30 giugno: quindi, al momento, la garanzia è erogata in forma assicurativa.

 

L’obiettivo che si è posto il consorzio è quello di generare nel tempo dei residui attivi volti a incrementare un fondo di garanzia privato che possa far diventare autonomo il Consorzio dalle assicurazioni. Il Consorzio è per statuto aperto a tutte le associazioni di settore e quindi anche ai loro associati; l’adesione però deve essere ratificata dal consiglio di amministrazione, così come l’uscita.

Si passa poi alla soluzione individuata da Fto, con i network Gattinoni, Uvet e Otn che hanno costituito la scarl Fondo Vacanze Felici, società consortile a responsabilità limitata dove le agenzie che vogliono aderire devono obbligatoriamente essere associate a Fto. L’agenzia aderisce acquistando una quota della scarl che nasce con un capitale iniziale di 166mila euro, ma poi crescerà in funzione del numero dei soci aderenti.

 

L’obiettivo è raggiungere velocemente un alto numero di agenzie che al momento dell’adesione dovranno versare una contribuzione annua secondo una griglia parametrata sul volume di fatturato, in modo da arrivare a dotare il fondo di una certa consistenza in tempi veloci. Le contribuzioni obbligatorie di riferimento sono esposte nel sito Fto, in una tabella che prevede una griglia per le adv e un metodo di calcolo differenziato per i t.o.

A completare il quadro delle soluzioni offerte delle associazioni di categoria c’è Astoi, che ha adottato la formula di associazione riconosciuta come personalità giuridica. Il fondo prevede una dotazione iniziale, ma non se ne conosce l’importo, e un versamento di 0,50 euro per ogni passeggero prenotato. I versamenti vengono effettuati dai t.o. ogni mese sulla base del prenotato. Il fondo, quindi, sarà a progressiva accumulazione. Importante evidenziare che al momento risponde solo a capienza.

Il ventaglio delle soluzioni si estende alle formule lanciate sul mercato da singoli network, broker o assicurazioni. Partiamo da Welcome Travel, il network di Alpitour-Costa con circa 1.000 adv associate, che ha stipulato un accordo con Cattolica Assicurazioni per una formula comprensiva di tutto e modulata sulle vendite di pacchetti; in buona sostanza i premi sono calcolati in base ai singoli volumi di vendita, flessibili e su misura per un network nel quale il 60% dei punti vendita sfiora o supera il milione di euro di fatturato.

C’è poi Aria Network, che insieme a Confeserfidi (inserita nel circuito Fin Promoter) ha stipulato un accordo per concedere la garanzia alle società aderenti. La base imponibile sarà calcolata applicando tassi differenziati (tre fasce) a seconda del rating assegnato all’agenzia. I costi iniziali sono di 250 euro per l’adesione a Confeserfidi e 150 per la pratica di rating.

 

E ancora le polizze di I4T e Borghini e Cossa: seppur in forme diversificate, queste soluzioni prevedono il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto turistico e il rientro immediato del turista nei casi di insolvenza o fallimento dell’intermediario; l’importo della garanzia fideiussoria è pari al fatturato di vendita dei pacchetti turistici e non è previsto alcun sottolimite, con un massimale illimitato per la garanzia “costi aggiuntivi”.

 

C’è poi Filo diretto con Amitravel Protection che calcola il premio iniziale sul volume di fatturato e adotta un sistema di fidelizzazione tale da diminuire l’impatto economico del premio in presenza della vendita di altri prodotti assicurativi della compagnia.

 

di Andrea Loveloch

stralcio da www.lagenziadiviaggi.it