Le risposte di Garavaglia: Decreto turismo in arrivo

Un’intervista in streaming al ministro del Turismo da chi i viaggi li vende e li organizza. Un format quasi giornalistico che, in questo aprile di pandemia, ha visto Massimo Garavaglia rispondere pubblicamente alle domande – in alcuni passaggi incalzanti – dei presidenti delle principali associazioni del turismo organizzato: Franco Gattinoni per Fto, Pier Ezhaya per Astoi, Ivana Jelinic per Fiavet, Gianni Rebecchi per Assoviaggi, Domenico Pellegrino per Aidit. Una diretta Facebook sui temi più discussi del settore, dagli indennizzi alle date (in)certe di ripartenza, dai voucher in scadenza ai bonus vacanze in adv, che proveremo a riassumere tenendo fede al botta e risposta virtuale.

 

Ministro, possiamo tranquillizzare adv e t.o. sull’arrivo a breve dei bonifici mancanti relativi ai ristori febbraio-luglio 2020? (domanda posta da Gattinoni)
«Direi di sì. Sono stati stanziati in totale 625 milioni di euro, ma non sono arrivati tutti. Circa 128 sono ancora da erogare. Faccio l’unica cosa che può fare il governo: scusarsi per il ritardo. Ma ora siamo concentrati per accelerarne il più possibile la distribuzione. Tra 10 giorni inizieremo a fare i bonifici che riguarderanno quel 6% di imprese che non ha avuto nulla, pur avendone diritto, e il 43% delle aziende che attende la seconda tranche. I pagamenti arriveranno rapidamente. Vogliamo essere il più veloci possibile. È una vergogna avere risorse a bilancio non erogate».

 

Sappiamo che avanza un ulteriore fondo da 230 milioni che dovrebbe coprire le perdite di autunno, considerare gli esclusi dalla prima tornata, tra cui le nuove aperture, e stabilire criteri più equi in termini di intermediazione/organizzazione. Quali sono i tempi per il riparto? (Gattinoni)
«Fra tre o quattro giorni uscirà il decreto che contemplerà nuovi criteri per la distribuzione dei fondi residui. La logica ci è chiara. Riguardo all’erogazione, sono restio a dare date certe. Ma il cambio di passo è evidente. Il nuovo ministero del Turismo è operativo e ad oggi impiega una sessantina di persone (prima erano a malapena venti, presto saranno 200). Finalmente c’è una struttura dedicata al settore. E non era così scontato riuscire a resuscitare un ministero ucciso trent’anni fa».

 

Possiamo sperare che i soldi arriveranno prima dell’estate? (Gattinoni)
«Penso di sì».

 

E sul temporary framework, che novità ci sono? (Gattinoni)
«L’interlocuzione è aperta. Andiamo avanti».

 

Intanto, il turismo è ancora fermo e accumulerà circa 6 miliardi di perdite nel primo semestre 2021. È previsto nel decreto Sostegni bis un nuovo fondo ad hoc a copertura di questo periodo? (Rebecchi)
«Come ministero del Turismo, proporremo indennizzi mirati. Ma quello che per ora è certo che, su 40 miliardi stanziati, 20 saranno dedicati in generale ad aziende e partite Iva. Con criteri più articolati che terranno conto, non solo del fatturato, ma anche delle perdite e dei costi fissi come tasse locali e affitti. Calcoli più equi che richiederanno tempi più lunghi; mentre il sistema adottato con il primo decreto Sostegni era meno preciso, ma velocissimo. Io credo però che la principale forma di sostegno sia far ritornate a fatturare la filiera. È questo l’obiettivo numero uno per cui sono state individuate delle date. Ora abbiamo un orizzonte su cui lavorare. Uno scenario che si potrà migliorare, ma non peggiorare. Perciò mi auguro che quello in arrivo sia l’ultimo decreto dell’era ristori. Parola che dà l’idea di mancetta, che sarebbe preferibile sostituire con il termine “indennizzo”».

 

Parliamo di ripartenza. Intanto, riguardo alla recente polemica sull’outgoing, ne approfitto per togliere un sassolino dalla scarpa: i tour operator sono aziende italiane che pagano le tasse. E se gli italiani restassero solo in Italia, sarebbe il nostro Paese a perderci. Un dato su tutti: lo scorso anno, con le frontiere pressoché chiuse, i turisti stranieri che non sono venuti in Italia sono stati il doppio degli italiani che non sono andati all’estero. (Ezhaya)
«Verissimo, questo è l’abc dell’economia. Più sei aperto, più importi. E noi stiamo accelerando proprio per recuperare la componente estera. I treni Covid free di Fs, la cui rete sarà sempre più capillare, sarà un elemento importante per far comprendere agli stranieri che siamo un Paese sicuro».

 

Sul fronte delle vacanze in Italia, va detto che serve almeno un mese per disegnare la curva di ordinato per riempire una struttura. Può fornirci date certe in questo senso? (Ezhaya)
«Non me la sento di darne. Ci stiamo lavorando. Ma già sappiamo che i criteri per gli spostamenti ricalcheranno quelli del Digital Green Certificate dell’Unione europea».

 

Tema viaggi all’estero: è possibile sperare nell’apertura di corridoi verso destinazioni con livello di vaccinazione molto alto, come ad esempio Maldive, Seychelles, Dubai e Stati Uniti? (Ezhaya)
«Stiamo andando in quella direzione, come dimostrano le recenti aperture su Israele e Gran Bretagna. Lavoriamo in stretta interlocuzione con la Salute anche sui voli Covid tested. Le sperimentazioni con gli Usa non valgono per il turismo, ma la strada è segnata».

A questo proposito, Ezhaya sottolinea come sia «paradossale che i voli Covid tested siano stabiliti con un’ordinanza del ministero della Salute» e chiede un «protocollo da seguire» per ricevere questa sorta di “bollino di sicurezza”.

 

Altra questione urgente è quella dei voucher in scadenza, per una cifra totale di circa mezzo miliardo di euro. La durata di 18 mesi inizialmente sembrava congrua, ma la pandemia è durata più del previsto. A settembre scadono i termini e chi non li ha utilizzati potrebbe chiedere la restituzione delle cifre versate, causando uno choc di filiera definitivo. Che soluzioni ci sono? (Pellegrino)
«Proponiamo la proroga a 24 mesi che sia legata alla singola data di emissione, con conseguente flessibilità. Un modo, questo, per comprare tempo, fiduciosi che la situazione stia veramente cambiando. È stato anche proposto di cedere il voucher all’agenzia. Speriamo che il Parlamento sia così scaltro da prevedere anche benefici fiscali».

 

E infine il nodo Bonus Vacanza, finora utilizzati solo presso le strutture ricettive. Sappiamo esserci un significato avanzo. Possiamo immaginare che sia speso presso agenzie di viaggi e t.o.? (Jelinic)
«Abbiamo calcolato circa un miliardo e mezzo di euro avanzati dal Bonus Vacanza, strumento che abbiamo in prima battuta prorogato. Vogliamo che questa cifra venga spesa per il turismo attraverso un recupero di attrattività di tale incentivo, il cui limite è stato il fatto di tradursi in credito di imposta. Vorremmo modificare questo aspetto e intervenire per renderlo utilizzabile, anche con altre modalità, nel circuito delle agenzie di viaggi».

 

Stralcio da lagenziadiviaggi.it