REBECCHI, ASSOVIAGGI: RISTORI ADV E T.O. PROVVEDIMENTO TARDIVO ED ERRATO

Tardivo ed iniquo, così viene definito da Assoviaggi il decreto che riguarda la ripartizione residui Fondo ristori 2020 che è stato pubblicato a fine ottobre. Sotto i riflettori ci sono 128 milioni per adv e t.o. Assoviaggi rivela la sua posizione critica nei confronti del provvedimento per una serie di motivi che il presidente Gianni Rebecchi enuncia con estrema chiarezza, ma andiamo per gradi.

 

Un provvedimento tardivo 

Il primo elemento alla base della posizione critica arriva dall’estremo ritardo “essendo un sostegno, come usa dire Draghi, (mentre Conte li chiamava ristori) relativo al 2020 che trova concretezza a novembre 2021”, enuncia Rebecchi. Cosa ci dimostra ciò? E presto detto, che si tratta “di un provvedimento tardivo, con un forte ritardo che ha in sé una contraddizione determinata dall’arco temporale per il quale si interviene, in quanto è lo stesso per cui è intervenuto l’allora ministro del Turismo, Dario Franceschini e che portò al settore delle adv e dei t.o. circa 500 mln”. I 128 mln di cui stiamo parlando sono il residuo di quanto stanziato dal precedente esecutivo, cioè 630 mln.

E’ un “provvedimento errato” perché interviene “sul medesimo arco temporale del precedente provvedimento, mentre adv e t.o. avevano chiesto che, nel caso in cui fossero rimaste delle risorse, venissero destinate non al periodo febbraio-luglio 2020, ma allocate per agosto-dicembre 2020, periodo in pieno Covid, non sostenuto da risorse alcune”.
Peccato, poi che non sia stata presa in considerazione “l’urgenza per sostenere le imprese, ferme da ormai 19 mesi – commenta Rebecchi -, con una attenzione poco adeguata alle misure”.

 

Percentuale di calcolo sbagliata 

Insomma una fotocopia a cui è stata applicata una percentuale di calcolo “che abbiamo conosciuto all’ultimo e mai spiegata, che ha generato ulteriori iniquità di ristoro tra chi lo percepirà”. Stiamo parlando di un decreto di fine ottobre, di “risorse ipotetiche che potrebbero arrivare nel 2022”. Un’ulteriore aggravante in uno scenario che ha visto “interventi urgenti per tutti i comparti economici, entre il turismo organizzato è stato dimenticato. Tanti nostri colleghi non ce l’hanno fatta, hanno cambiato lavoro o chiuso – fa presente il presidente di Assoviaggi -, per questo siamo critici verso questa misura, che nelle sue pieghe trova iniquità in quanto la percentuale di calcolo applicata penalizza la maggior parte delle adv (7mila) colpite da un provvedimento con poche risorse per il quale 300 adv che hanno utilizzato circa 70 mln dei 128”. La percentuale di calcolo è “sbagliata e iniqua in quanto ha favorito o le piccole adv, e questo mi sta bene, o le grandi realtà. Nel mezzo c’è la maggior parte delle adv italiane beffate da un intervento che nel suo Dna ha creato ulteriore iniquità”.

 

L’errore di fondo 

In primis il concetto sbagliato alla base del provvedimento è che “non si può ristorare un periodo già ristorato (il 2020), si doveva intervenire su agosto-dicembre 2020, periodo di full lockdown, se ciò fosse stato fatto – fa presente Rebecchi -, quel periodo avrebbe generato ristori più dignitosi, perché non sarebbe stato dedotto il contributo della Agenzia delle Entrate di aprile 2020 e il contributo già ristorato nel decreto Franceschini 2020. Oggi, con il metodo applicato dal ministero, ci sono centinaia di adv che hanno preso solo mille euro”.

 

Cosa fare? 

Cosa intendano fare ora? Rebecchi parte da una considerazione, “ad oggi se consideriamo il 2021 è stato un anno senza risorse da parte del ministero del Turismo e della Economia a favore del nostro comparto. L’economia è ripartita, tutti i settori sono ripartiti, ma noi siamo ancora fermi e non possiamo vivere di pochi corridoi aperti, non solo, il governo sembra orientato a non attivare più politiche di ristori”. A detta di Rebecchi oggi è necessario avere la possibilità di lavorare, “di allinearsi agli altri Paesi europei, e quindi venisse soppresso il divieto di mobilità per tutismo con protocolli adeguati e intervenendo con ulteriori risorse a ristoro e iniziative specifiche per il turismo organizzato”. Rebecchi fa presente che “l’unica misura presa ad oggi, ma nebulosa è il decreto Recovery del 27 ottobre che prevede il credito di imposta per gli investimenti nella digitalizzazione, ma non è ancora nel decreto ufficiale, e probabilmente si potrà utilizzare nel 2022. Sarà per pochi, per coloro che saranno ancora operativi”. Questo il quadro.

 

I voucher e il finanziamento garantito

Allo stato attuale delle cose Rebecchi afferma amaramente che “il governo ci ha dimenticato come settore specifico, pertanto come Assoviaggi ora predisporremo inanzitutto emendamenti alla legge di Bilancio per rifinanziare il fondo di cui all’art. 182. Quel fondo che il precedente governo ha istituito per il nostro settore. Rifinanziarlo con almeno altri 400 mln per il ristoro dell’anno 2021, durante il quale non abbiamo ricevuto nulla”. Inoltre, è necessario chiedere misure specifiche nella sezione speciale per il turismo del fondo di garanzia statale, un fondo che possa offrire la garanzia dello Stato a favore di adv e t.o. “Chiediamo al governo di garantire gli istituti bancari per i finanziamenti a favore di adv orientati al rimborso dei voucher”. Il tema è di estrema attualità, visto che a marzo 2022 se non utilizzati, i viaggiatori dovranno essere rimborsati. Rebecchi prende come esempio il caso si Paesi quali Olanda, Francia, Germania, Gb in cui lo Stato, nel momento di crisi, in cui gli imprenditori hanno i voucher da rimborsare ai consumatori, garantisce finanziamenti per il rimborso dei voucher emessi ed inutilizzati. “In questo modo le imprese a marzo non saranno sommerse dai rimborsi in una unica soluzione perchè potrebbero pianificare i loro debiti da voucher attraverso questo finanziamento garantito”.

 

Ammortizzatori dedicati al comparto  

Quanto alla Legge di bilancio, cioè la maxi legge che stabilisce le risorse per il 2022 si chiedono per il settore “misure che possano essere indirizzate al turismo organizzato oggi ancora fermo”. Ci sono poi gli ammortizzatori sociali, di cui è in discussione la riforma da parte del ministro del Lavoro. A tal proposito sembra “stiano arrivando ammortizzatori dedicati al nostro comparto e alle piccole imprese, ma non dimentichiamoci che oggi esiste la necessità della tutela non solo del dipendente, ma anche del titolare di impresa, che a nostro avviso deve essere inserito nel sistema del welfare pubblico”.

 

Stralcio da Guidaviaggi.it