Rebecchi: mala informazione e danni alle adv. Intervenga il Ministro Garavaglia

Blocco delle prenotazioni e adv prese d’assalto anche dai non clienti per avere informazioni su come fare per andare nei Paesi all’interno della Ue o su come spostarsi in Italia. Il canale agenziale è di nuovo coinvolto direttamente come un anno fa, è come se si fosse tornati indietro nel tempo, dando “assistenza anche a chi non ha prenotato in adv”, sottolinea Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi. A complicare tutto sono state le polemiche sul Green pass, anziché usare “un metodo diverso e spiegare che si poteva viaggiare comunque, sono stati dieci giorni in cui è stata buttata in continuazione benzina sul fuoco”.

Il Green pass

Il certificato è stato frutto di un lavoro “enorme da parte della Ue, ci sono voluti sei mesi per avere un elemento unico, se ora si parte con il dare delle informazioni non corrette – ammonisce Rebecchi – si sgretolano i principi su cui si è lavorato”. Tutto colpa di una serie di “controsensi forti emersi nel periodo sbagliato, quando si muovevano milioni di italiani, instillando poi dei dubbi sul fatto se il Green pass sarà reso obbligatorio anche per i trasporti o meno”. Ancora una volta “il prezzo lo pagano gli operatori del turismo e il turismo allargato, infatti anche la ristorazione fa parte del nostro sistema di accoglienza”, fa presente Rebecchi. Detto ciò il Green pass “resta comunque uno strumento fondamentale, univoco per spostarsi e muoversi e fare turismo”, riconosce il presidente di Assoviaggi. In pratica sono stati dieci giorni di mala informazione, che hanno portato ad un “terrorismo mediatico, certe notizie procurano danni irreparabili per il settore”. Non solo, in merito al Green pass ci si chiede “perché emetterlo alla prima dose? Visto che non permette di andare all’estero, sarebbe meglio averlo una volta completato il ciclo vaccinale”.

Qualche precisazione

Qualche precisazione è doverosa secondo Rebecchi, per esempio tenere presente che “avere il Green pass non pregiudica il dover compilare il Plf, ossia la documentazione necessaria per viaggiare e raggiungere i diversi Paesi che permette di identificare il viaggiatore. Con il Green pass ci si può spostare, ma rispettando le regole”. Compito delle adv è informare il viaggiatore sugli obblighi esistenti per raggiungere un Paese. Ogni Stato ha i suoi protocolli, questo certamente complica un po’ le cose e richiede la capacità di essere ben informati e sempre aggiornati in merito. La documentazione viene compilata online. Certamente chi si avventura a fare da solo può incorrere nel rischio di perdersi qualche passaggio, diversamente se si affida ad un professionista, che è al corrente di tutto, fa presente Rebecchi. Il Plf serve anche per rientrare in Italia. C’è da sapere, poi, che se il Plf non viene compilato le compagnie aeree non imbarcano il passeggero. Rebecchi non ha dubbi le “adv stanno lavorando bene nel fornire le informazioni e nell’aggiornarsi sui repentini cambiamenti”.

Il tema cancellazioni

Cancellazioni. L’altro tema caldo del momento. Tutta questa confusione e paura hanno portato una serie di cancellazioni “durante l’altissima stagione nel nostro sistema del turismo organizzato e anche alberghiero”. Cancellazioni che hanno interessato Italia, Grecia, Canarie, Spagna, Baleari, in più ci sono stati i casi degli studenti a Malta e a Dubai. In patica si è di nuovo fermi, “da giugno c’era una leggera ripartenza, mentre ora si è ribloccato tutto – osserva amaramente Rebecchi -. Non solo, la proroga dello stato di emergenza andrà a determinare gli aspetti relativi al turismo soprattutto quello extra Ue. Cioè lo stato di emergenza in corso vanifica la speranza di avere dei corridoi per il turismo a lungo e medio raggio extra Ue, già solo il pensiero è un grosso deterrente. Auspichiamo che venga presa in considerazione la possibilità di ripartire anche con i corridoi outgoing, considerando anche che buona parte del nostro settore fonda la sua operatività sul turismo outgoing”. Il timore è che, visto che lo stato di emergenza è stato prorogato al 31 dicembre, possano essere prorogate anche le restrizioni. Gli operatori si trovano a vivere una situazione molto complessa, “in quanto è difficile conoscere con certezza le misure che saranno prese – fa presente Rebecchi -, essendo sempre sotto data, bisognerebbe avere maggior previsione di quello che accadrà”. Per questo il “ministro del Turismo deve prendere in carico la situazione del turismo organizzato, siamo stati fermi 18 mesi, invece dal ministro Garavaglia c’è il silenzio assoluto. Stiamo parlando di un settore con 86mila persone certificate. Quali aziende stanno in piedi dopo due anni di chiusura?”. Poi c’è un altro aspetto su cui si sofferma Rebecchi, si sente dire da più parti che “l’Italia è piena, ma la maggioranza delle prenotazioni proviene dalle piattaforme online che pagano le tasse all’estero, in pratica buona parte del prodotto Italia è disintermediato”, ma anche questa è una storia già nota.

 

Stralcio da guidaviaggi.it