Viaggi organizzati e gite domenicali: rischi per associazioni e Pro Loco

La legge regionale del Piemonte stabilisce che solo agenzie con regolare licenza possono organizzare e gestire questo tipo di iniziative

A chiunque è capitato di imbattersi, sulla carta stampata o su altri strumenti informativi quali siti internet o social network, in notizie che segnalano la possibilità di partecipare a gite in pullman organizzate da soggetti di natura diversa dalle agenzie di viaggi: ad esempio fiorai che organizzano giornate ad Euroflora di Genova piuttosto che parrucchieri che propongono visite al Cosmoprof di Bologna o ancora altri commercianti o cittadini privati che invitano a partecipare a viaggi a Gardaland o in discoteca in Liguria.
 
Tutte queste proposte sono in realtà abusive e sanzionabili: lo stabilisce in Piemonte la legge regionale 15 del 1988, che specifica chiaramente come solo agenzie viaggi con regolare licenza possano organizzare e gestire tali viaggi. Negli anni passati si è purtroppo diffusa nell’immaginario collettivo l’errata convinzione che le “classiche” gite domenicali in pullman possano essere organizzate da chiunque. In realtà così non è: oggi quello dell’abusivismo nelle professioni turistiche è un tema al quale le autorità competenti stanno invece dedicando molta attenzione, al fine di regolamentare un mercato decisamente frammentato e dove è semplice non trovarsi in regola, anche soltanto per ignoranza in materia.
 
Le irregolarità sono più frequenti di quanto si possa immaginare: - spiega il Vice-Commissario Daniele Piacenza, responsabile dell’Area Polizia Amministrativa della Polizia Locale di Cuneo e competente in questa materia -  il turismo è sempre più importante e il numero di chi si “improvvisa” in una professione turistica aumenta. Nei mesi scorsi sono già stati fatti diversi controlli ed ora che l’alta stagione di viaggi ed escursioni sta per iniziare intensificheremo ancora di più le verifiche”. Irregolarità, quelle relative a viaggi organizzati e turismo, sulle quali ancora non c'è una diffusa consapevolezza nell'opinione pubblica: “Si tratta di un argomento sul quale stiamo ponendo una forte attenzione: non è un caso che proprio l’abusivismo nelle professioni turistiche e i modi per verificarlo e contrastarlo siano stati argomenti dell’ultimo corso di formazione regionale per agenti della Polizia Locale, che si è recentemente svolto proprio a Cuneo”.
 
Insomma, associazioni e Pro Loco possono organizzare viaggi, ma hanno precise limitazioni: “Le loro iniziative, - prosegue il Vice Commissario Piacenza - dirette esclusivamente agli associati e mai finalizzate al guadagno, non possono essere pubblicizzate come può invece fare un’impresa commerciale che opera nel turismo e le offre a chiunque sul mercato, pena sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 516,46 €. Questo significa che non possono stampare e distribuire locandine, inserire post sui social network o inviare comunicati stampa o notizie agli organi di informazione che non abbiano come fine esclusivo quello di proporre ai soci le attività associative, ma che anzi cerchino di aggirare la normativa trasformando di fatto l’associazione in un’impresa in cerca di clienti e di lucro. Non a caso, per essere in regola con la normativa vigente e non avere limitazioni di nessun genere, associazioni e Pro Loco sempre più preferiscono rivolgersi alle agenzie viaggi per l’organizzazione di tali gite”.
 
Cosa rischia chi organizza abusivamente viaggi ed escursioni? “Rischiano grosso sia persone private che associazioni: non solo un verbale da parte della Polizia Locale o di altre forze di polizia (con sanzioni comprese tra 774,69 € e 7746,86 €) ma anche una segnalazione qualificata a Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate, soggetti ai quali deve essere fatta comunicazione delle irregolarità riscontrate in quanto per le quote incassate dai partecipanti non vengono emesse le relative fatture o ricevute fiscali”.
 
L'intervento della Polizia Locale, in caso di irregolarità, si configura tramite iniziativa diretta quando, a seguito di verifiche di vario tipo ma anche semplicemente acquisendo informazioni su internet o sui social network – dove sempre più di frequente si trovano pubblicità di attività turistiche non autorizzate –, si ravvisino o si suppongano irregolarità. “Inoltre abbiamo naturalmente l’obbligo di effettuare controlli e intervenire anche in caso di esposti circostanziati da parte di cittadini”, conclude Piacenza.
 
Attenzione quindi a quali viaggi scegliere: si potrebbe incappare in controlli che, ravvisata l’irregolarità della proposta, ne potrebbero causare l’annullamento. In casi di dubbio, è bene quindi rivolgersi alla Polizia Locale o alle altre forze di polizia presenti sul territorio per farsi chiarire la situazione, verificando eventuali irregolarità.
 
stralcio da www.cuneodice.it